Perché sempre Milano?

Ma perché sempre Milano? La domanda del mio entourage è frequente e legittima devo riconoscerlo. Non sono italiano di nascita, le mie radici non sono milanesi, neanche della Lombardia, solo del nord, tra Liguria e Veneto, circondo più o meno la terra lombarda, direi… 

L’unico ricordo milanese della mia infanzia fu una maglia nerazzurra dell’Inter. Un regalo di mia nonna, quando avevo 5 anni. Poco, un dettaglio, un caso, il destino?

Allora, perché solo Milano? Non ho una risposta logica. Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce. Posso solo spiegare come e quando mi sono innamorato di questa città. Non perché.

Come tutti o quasi tutti i turisti, in Italia, ho scoperto la bellissima Roma poi Bologna, Parma, Firenze…

E poi, un giorno è nata l’occasione di andare a Milano città dalla reputazione contrastata: il rumore, la nebbia , la gente… Vai a Napoli, Venezia, Genova, Palermo, Bari… Certo, sarebbe bene ma tra date di vacanze, meteo e anche prezzi (si’, si’), tutto era in linea. Cinque giorni nell’aprile 2015 con mia mamma (una vera « mamma italiana », come la sua). 

Subito, mi ero sentito bene (credo anche lei visto il suo sorriso), ma non come in altri luoghi. Ero al posto mio. Il caffè a Bianco latte ancora con le valigie, il primo cibo, una pizza al piccolo bistro Norin, nel quartiere della stazione centrale. Niente di speciale, ma ho ancora i ricordi, come se fosse ieri. 

E poi, la visita tradizionale : il Duomo, il Castello Sforzesco con il suo parco Sempione, Brera, la Scala, San Siro (con una partita dell’Inter, ovviamente), Porta Nuova… Tra ricchezza storica e modernità. E i giardini Montanelli, porta Venezia. Non so perché ma è subito diventato il nostro parco familiare. Quante ore a chiacchierare di tutto, di niente. 

Un primo soggiorno e poi un secondo e poi un terzo. Per due anni, abbiamo scoperto questa meravigliosa città e anche la sua regione vicina da Bergamo a Pavia. Tra le nostre difficoltà, una respirazione.

E poi, e poi, un giorno di marzo del 2017, il tempo si è fermato. Per sempre.

In questo inferno, ho trovato conforto solo a Milano, una nuova casa, con una dolce malinconia, una tristezza diventata col tempo speranza. Ho trascorso vacanze e molti weekend (grazie all’aeroporto di Bordeaux e Easyjet per i voli quotidiani o quasi) ad andare da solo in giro nella città e nella regione. Como, Cremona, Brescia, Bergamo che bellezza… 

Una follia. Sicuramente, ma il legame tra me e te, cara Milano, è diventato vitale, come se fossi milanese, anche se non parlo bene l’italiano e non capisco il tuo dialetto (veramente strano). Ma sei una città di migranti. Il 30% dei Milanesi è nata Milano (conosco pochi F205, una in realtà alla fine. E credo che lei sia orgogliosa), questa piccola città, che cambia, con un grande cuore per accogliere e risplendere di nuovo come una metropolita mondiale al livello della sua storia. Una rinascita. Milano è la capitale economica e della moda dell’Italia ma è sempre più internazionale, città di sviluppo e apertura, soprattutto dal… 2015 e l’expo universale. Non rappresenta l’imagine perfetta del Bel paese e degli italiani. Ma anche questo paradosso mi piace. I sentimenti sono discreti ma sinceri e veri. La sento cosi’. Due temperamenti durante la stessa giornata, il freddo della nebbia e la luce della notte. Come me, che cambio faccia con un Negroni. Forse due.

« La vera patria è quella in cui incontriamo più persone che ci somigliano », ha scritto Stendhal, grande innamorato dell’Italia. Lo scrittore francese ha registrato sulla sua tomba, Arrigo Bayle, milanese ; lui Henri Bayle, di Grenoble. I suoi scritti hanno nutrito il mio appetito culturale che cresceva (e che crescerà ancora), con il Palazzo Reale, Le Gallerie d’Italia, la pinacoteca di Brera, l’Ambrosiana, la Scala ma anche il Forum di Assago e San Siro… Mostre, Concerti, Opere… E il Capodanno 2018. E il Capodanno 2019. E questa maratona nell’ aprile 2019 (la mia prima, senza vera preparazione) con la partenza dal… giardino Montanelli. Pazzo, lo so. Orgoglioso, certo. Un’altro mondo. Un’altra vita. Una rinascita. La mia. 

Il 8 marzo, due settimane dopo la mia ultima visita, la Lombardia era diventata zona rossa a causa del coronavirus. Non ho dormito quella notte, per seguire le notizie, la conferenza stampa di Giuseppe Conte… Una paura irrazionale. Un volo per Lione mi aspettava alle 7.00 del mattino poi un giro in macchina per Saint-Etienne. La domenica fu difficile : lavorare ma anche prendere notizie e inviare messaggi… Un’ansia per i miei carissimi e per tutti i milanesi, i bergamaschi, i lombardi, i italiani in generale. I giorni seguenti, pensavo solo di venire per affrontare questa battaglia insieme… Ma la mia vera vita è distante a 760km, e soprattutto ero in una migliore situazione di sicurezza, mi ha detto e ripetuto il mio migliore amico (che non ti conosce). Anche il mio direttore (un’amico), senza proibirmelo, mi ha consigliato di cancellare la mia settimana prevista e già prenotata a metà marzo. I voli cancellati hanno facilitato la decisione.

Oggi, anch’io sono in quarantena. Sono distante ma unito col pensiero e la speranza di rivedere le tue stelle.

La bellezza è soggettiva, ma qui ho guardato per Pasqua, il concerto d’Andrea Bocelli, solo, piazza Duomo, non può essere (almeno un po’) infatuato della tua meraviglia. Io, lo sono da 5 anni (auguri). Solo. Già. E per sempre. 

Allora, perché solo Milano? Invece, perché no? 

Cedric C., milanese (di cuore), 13 aprile 2020.

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